{"id":1086,"date":"2026-06-15T14:26:12","date_gmt":"2026-06-15T14:26:12","guid":{"rendered":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/?p=1086"},"modified":"2026-06-22T15:46:21","modified_gmt":"2026-06-22T15:46:21","slug":"musica-senza-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/index.php\/2026\/06\/15\/musica-senza-dolore\/","title":{"rendered":"Musica senza dolore"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: justify;\">I disturbi fisici dei musicisti e l\u2019importanza della prevenzione<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Suonare uno strumento o cantare non \u00e8 soltanto un gesto artistico. \u00c8 anche un\u2019attivit\u00e0 fisica intensa, ripetitiva e continuativa, che coinvolge il corpo in modo profondo. Dietro ogni nota, ogni accordo, ogni esibizione e ogni ora di studio, c\u2019\u00e8 un organismo che lavora: mani, braccia, spalle, schiena, respirazione, postura e concentrazione diventano parte integrante della performance musicale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Spesso, per\u00f2, chi fa musica tende a sottovalutare questo aspetto. L\u2019attenzione \u00e8 rivolta al suono, alla tecnica, all\u2019espressivit\u00e0, alla precisione dell\u2019esecuzione. Il corpo passa in secondo piano, almeno fino a quando non compare un dolore, una tensione persistente o una limitazione nei movimenti. Ed \u00e8 proprio qui che nasce il problema: molti disturbi fisici, se trascurati, possono compromettere la qualit\u00e0 dell\u2019esecuzione e, nei casi pi\u00f9 seri, costringere il musicista a fermarsi.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Per approfondire questo tema abbiamo parlato con il dottor <strong>Sergio Selvini<\/strong>, fisioterapista specializzato nel trattamento dei disturbi muscolo-scheletrici, che da anni si occupa di prevenzione, riabilitazione e benessere fisico anche in ambito musicale.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Il corpo come primo strumento<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Ogni musicista ha un rapporto particolare con il proprio strumento. Un chitarrista sviluppa una gestualit\u00e0 continua tra mano destra e mano sinistra. Un pianista lavora per ore su dita, polsi e spalle. Un violinista mantiene posture spesso asimmetriche. Un cantante utilizza il corpo come cassa di risonanza, affidandosi alla respirazione, alla muscolatura intercostale e al controllo della colonna.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Per questo, i problemi fisici possono variare molto a seconda della pratica musicale. Secondo il dottor Selvini, i disturbi pi\u00f9 frequenti sono quelli muscolo-scheletrici: tensioni cervicali, dolori alla schiena, tendiniti, sovraccarichi a carico di spalle, polsi e mani, fino a sindromi da overuse come quella del tunnel carpale.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Nei cantanti, invece, si osservano pi\u00f9 spesso problematiche legate alla respirazione, alla postura e alle conseguenze che queste possono avere sulle articolazioni della colonna vertebrale e sui muscoli intercostali.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Il punto centrale \u00e8 che il dolore non deve essere considerato una normale conseguenza del fare musica. Un fastidio temporaneo pu\u00f2 capitare, soprattutto dopo molte ore di studio o dopo un\u2019esibizione impegnativa. Ma quando il dolore diventa ricorrente, persistente o limitante, non va ignorato.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Quando il dolore diventa un campanello d\u2019allarme<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Molti musicisti convivono con piccoli dolori, pensando che facciano parte del mestiere. In realt\u00e0, il corpo invia segnali che andrebbero ascoltati con attenzione. Una tensione al collo, un polso affaticato, una spalla rigida o un mal di schiena che si ripresenta nel tempo possono essere il segnale di un sovraccarico o di una postura non corretta.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Il rischio \u00e8 che il problema, inizialmente lieve, diventi cronico. In questi casi, il musicista pu\u00f2 essere costretto a modificare la propria tecnica, ridurre le ore di studio o interrompere temporaneamente l\u2019attivit\u00e0. Nei casi pi\u00f9 complessi, il dolore pu\u00f2 incidere non solo sulla performance, ma anche sulla sicurezza e sulla libert\u00e0 espressiva dell\u2019artista.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">La musica richiede naturalezza, fluidit\u00e0, controllo. Quando il corpo \u00e8 in sofferenza, anche il gesto musicale perde spontaneit\u00e0.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Prevenire \u00e8 meglio che fermarsi<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">La prevenzione rappresenta il punto di partenza. Non bisogna aspettare che il dolore diventi invalidante per occuparsi del proprio corpo. Secondo il dottor Selvini, le buone abitudini sono fondamentali: postura corretta, pause regolari durante la pratica, esercizi di stretching, rinforzo muscolare mirato e ascolto dei segnali corporei.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Un musicista dovrebbe imparare a preparare il corpo come un atleta prepara il proprio gesto sportivo. Prima di una prova, di una sessione in studio o di un concerto, il riscaldamento fisico pu\u00f2 aiutare a ridurre tensioni e sovraccarichi. Allo stesso modo, programmare pause durante lo studio permette ai muscoli e alle articolazioni di recuperare.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Conoscere i propri limiti non significa essere meno professionali. Al contrario, significa proteggere la propria continuit\u00e0 artistica. Un corpo affaticato, contratto o dolorante non pu\u00f2 sostenere a lungo un percorso musicale intenso.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Il ruolo della fisioterapia<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Quando il disturbo \u00e8 gi\u00e0 presente, entra in gioco la fisioterapia specializzata. L\u2019obiettivo non \u00e8 soltanto ridurre il dolore, ma capire da dove nasce il problema e intervenire sulle cause.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Nel caso dei musicisti, la valutazione non pu\u00f2 limitarsi al sintomo. \u00c8 necessario osservare il gesto tecnico, la postura, il tipo di strumento utilizzato, le ore di pratica, le abitudini quotidiane e il rapporto tra corpo e movimento. Utilizzando uno strumento, infatti, spesso si attivano maggiormente alcuni gruppi muscolari rispetto ad altri. Questo pu\u00f2 creare squilibri, sovraccarichi e compensazioni.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo, il lavoro del fisioterapista pu\u00f2 includere esercizi specifici, trattamenti manuali, rieducazione posturale e, quando necessario, una collaborazione con insegnanti di musica per modificare alcuni aspetti della tecnica esecutiva. L\u2019obiettivo \u00e8 permettere al musicista di tornare a suonare in modo pi\u00f9 libero, sicuro e consapevole.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Professionisti e amatori: il rischio riguarda tutti<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Si tende a pensare che i problemi fisici riguardino soprattutto i musicisti professionisti, abituati a molte ore di studio, prove e concerti. In parte \u00e8 vero: chi suona professionalmente \u00e8 pi\u00f9 esposto, perch\u00e9 pratica ogni giorno e sottopone il corpo a un carico costante.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Ma anche gli amatori possono sviluppare disturbi importanti. Suonare senza attenzione alla postura, ripetere movimenti scorretti o affrontare lunghe sessioni senza pause pu\u00f2 generare sovraccarichi anche in chi vive la musica come passione.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">La regola, quindi, \u00e8 la stessa per tutti: ascoltare il corpo, prevenire e intervenire tempestivamente. La musica deve essere piacere, espressione, energia. Non dovrebbe trasformarsi in una fonte di dolore.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Prendersi cura della propria arte<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Il messaggio pi\u00f9 importante \u00e8 semplice ma spesso dimenticato: il corpo \u00e8 il primo strumento di ogni musicista. Senza salute fisica, la musica non pu\u00f2 esprimersi al massimo. Curare la postura, dedicare tempo al rinforzo e allo stretching, rispettare le pause e non ignorare i dolori persistenti sono gesti di responsabilit\u00e0 verso s\u00e9 stessi e verso la propria arte.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Prendersi cura del corpo non significa allontanarsi dalla musica. Significa proteggerla. Significa permettere al gesto artistico di durare nel tempo, senza essere limitato da tensioni, infiammazioni o dolori evitabili.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">In conclusione, suonare significa armonizzare mente, cuore e corpo. La prevenzione non \u00e8 solo una precauzione: \u00e8 una forma di amore verso la propria musica.<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u201cIl corpo \u00e8 il primo strumento di ogni musicista: prendersene cura significa prendersi cura della propria arte.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Con chi abbiamo parlato<\/h2>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Dott. Sergio Selvini<\/strong><br \/>\n<strong>Fisioterapista<\/strong><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Laureato presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Brescia, il dott. Sergio Selvini collabora da oltre dieci anni nell\u2019ambito della riabilitazione con la Casa di Cura Domus Salutis di Brescia, all\u2019interno della Fondazione Teresa Camplani.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">Si occupa di percorsi riabilitativi in diversi ambiti, tra cui ortopedico, neurologico, cardiologico e oncologico. Nel corso della sua attivit\u00e0 ha maturato esperienza anche in ambito sportivo e si \u00e8 confrontato con diversi musicisti e professionisti del settore musicale, supportandoli nella prevenzione e nella gestione dei disturbi muscolo-scheletrici.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\" style=\"text-align: justify;\">\u00c8 fondatore del progetto <strong>Consulenza Fisioterapica Aziendale<\/strong>, dedicato alla prevenzione e al benessere fisico nei contesti lavorativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Consulenza Fisioterapica Aziendale<\/strong><br \/>\nDott. Sergio Selvini<br \/>\nTel. 393 6545450<br \/>\nEmail: <a href=\"mailto:dott.sergioselvini@gmail.com\">dott.sergioselvini@gmail.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I disturbi fisici dei musicisti e l\u2019importanza della prevenzione Suonare uno strumento o cantare non \u00e8 soltanto un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1087,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-1086","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubrica-musica-salute"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Musica-senza-dolore-MADE-IN-BRESCIA-1.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1086"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1086\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1088,"href":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1086\/revisions\/1088"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/madeinbresciamagazine.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}