La Vittoria Alata: simbolo eterno di bellezza e rinascita
Brescia è un racconto continuo, un intreccio vibrante di storia, cultura e musica. Con il numero zero di Made in Brescia, vogliamo dare voce a un territorio capace, da sempre, di coniugare la solidità della tradizione con il guizzo dell’innovazione. Non potevamo che partire da lei, la nostra icona assoluta: la Vittoria Alata, protagonista della nostra prima copertina, emblema di una bellezza che sfida il tempo e pilastro fondante della nostra identità.
Un capolavoro millenario
La Vittoria Alata non è solo una statua in bronzo di straordinaria eleganza; è una testimonianza dell’epoca romana che ha attraversato duemila anni di storia, mantenendo intatti il proprio fascino e il proprio mistero. Raffigura una figura femminile alata, originariamente pensata per sorreggere uno scudo inciso con il nome di un vincitore, forse appoggiata a un elmo. La sua datazione risale al I secolo d.C., sebbene l’attribuzione rimanga oggetto di dibattito: tra le ipotesi più affascinanti, quella che la lega all’imperatore Vespasiano, che nel 69 d.C. consolidò il proprio potere anche grazie ai successi militari in terra bresciana.
Dal mito all’arte romana
La Vittoria Alata rappresenta un tema iconografico ricorrente nell’arte imperiale, dove appare su monete, rilievi e sculture. La sua genesi stilistica affonda le radici nell’Afrodite di Capua, modello greco del IV secolo a.C., successivamente trasformato in Vittoria attraverso l’aggiunta della tunica, delle ali e dello scudo. Gli studiosi ipotizzano che la versione bresciana potesse essere nata priva di ali, applicate poi in un secondo momento per aderire perfettamente al gusto e alla simbologia del potere dell’epoca.
Il ritrovamento: un tesoro riemerso
Il 1826 è una data scolpita nella nostra memoria collettiva. Durante gli scavi tra le rovine del Tempio Capitolino, la Vittoria Alata tornò alla luce insieme a un eccezionale gruppo di bronzi: sei teste ritratto, cornici e i resti di statue equestri. I reperti erano stati occultati in un’intercapedine del tempio, probabilmente in epoca tardo-imperiale, per sottrarli alla distruzione dei culti pagani con l’avvento del Cristianesimo. Il ritrovamento destò scalpore in tutta Europa, trasformando Brescia in una meta imprescindibile per studiosi e appassionati di tutto il continente.
“La Vittoria Alata non è solo una statua: è un simbolo di bellezza, rinascita e appartenenza.”
Il restauro: la nuova luce
Negli ultimi anni, la statua ha affrontato una sfida cruciale: il restauro conservativo. I riempimenti ottocenteschi, composti da materiali organici, non garantivano più la stabilità necessaria. Dopo oltre due anni di meticolosi interventi, la Vittoria è tornata a risplendere, restituendo alla città la sua maestosità originale. Oggi, la sua dimora nella cella orientale del Tempio Capitolino eleva il suo valore storico, rendendola il cuore pulsante del sito archeologico.
Un ponte tra passato e futuro
La scelta di dedicare a lei la copertina del nostro primo numero non è casuale. Come la Vittoria Alata, anche Brescia continua a rigenerarsi, fondendo la forza della propria eredità storica con la vitalità della sua musica, della sua arte e del suo tessuto umano.
Made in Brescia nasce con l’obiettivo di raccontare questa energia: un giornale che celebra la cultura locale con lo sguardo rivolto al futuro, ma con i piedi ben piantati nelle nostre radici. La Vittoria Alata ci accompagna in questo viaggio, custode silenziosa di una storia che non smette di parlare al presente.
Millenaria, eterna, profondamente nostra.
